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Significativa cena al Villaggio La sera del 18 Luglio u.s. al Villaggio si è svolta una cena
su iniziativa di
Franco Nero
concordata con don Benedetto,
Così riportato l'avvenimento non sarebbe degno di rilievo, invece si carica di significati e di valori umani se andiamo a rivedere certe motivazioni e l'inizio di una storia interessante: si tratta di un giovane , L-Jarrah Najef, uno studente di medicina presso l'Università di Perugia, che nel 1976 improvvisamente era rimasto senza sostegno economico della famiglia e logicamente era entrato nel dramma del suo incerto futuro. Il suo amico di stanza, il giovane Pierattini, pensò di portarlo a Tivoli da Don Nello, il quale non ci pensò un attimo a metterlo nel novero di quella che lui chiamava la sua "tribù". Ma, si obbiettò che avesse più di venti anni, fosse giordano e musulmano. "Che importanza ha" rispose Don Nello "ha bisogno del nostro aiuto". Najef, giovane e bravo studioso, arrivato a Tivoli si era inserito serenamente con gli altri ragazzi, ha avuto sempre con Don Nello un rapporto cordiale e affettuoso; si è laureato in tempi regolari ed è tornato in Giordania nel 1980, poco prima della morte di Don Nello. Ha mantenuto sempre un contatto con il Villaggio. Nel 2000 è tornato al Villaggio per chiedere una borsa di studio per un perfezionamento dei suoi studi, perchè avendo una famiglia numerosa spesso si trovava in difficoltà. Don Benedetto e il Consiglio di Amministrazione dettero la più ampia disponibilità. Qualche anno fa è avvenuto un fatto veramente singolare: Franco Nero, l'amico del Villaggio, stava girando un film in Giordania e avendo bisogno di consultare il medico dello staff, si vide arrivare Najef, che ricordava benissimo. Fu un incontro particolarmente affettuoso che rinverdì una vecchia amicizia. Recentemente trovandosi Najef in stato di necessità si è rivolto di nuovo a Don Benedetto e a Franco Nero che si è interessato dell'organizzazione di cui abbiamo detto sopra. Riflettendo bene su questa storia si deve riconoscere la profondità dell'ideologia di Don Nello; aiutare, dare amore anche andando oltre le barriere dell'età, delle etnie, delle religioni. Oggi Don Benedetto si ritrova ragazzi di 14 nazionalità, di molte religioni e cosa più importante e sempre più difficile, l'impegno di trovare a tutti un lavoro e se necessario aiutare anche gli ex ragazzi. Una volta ragazzi del Villaggio sempre ragazzi del Villaggio. Essere ed essere stati ragazzi del Villaggio è motivo di orgoglio. Esiste uno spirito di appartenenza e per questo spesso ho sentito dire con lo stesso orgoglio: " io sono un ragazzo del Villaggio". E' una fortuna avere sostenitori come Franco Nero ed è gratificante che i nostri ragazzi immessi nel mondo del lavoro si facciano onore dovunque onore e facciano sempre riferimento al Villaggio, che rimane la loro "casa madre". Il Prodigio del Villaggio continua.
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Aggiornato il: 28 marzo 2012 |