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Buon giorno a tutti e benvenuti alla Festa del Villaggio! Quest’anno sarà mio compito fare gli onori di casa, ringraziando Voi tutti per la partecipazione a questo evento, con il quale usiamo ricordare la figura di Don Nello Del Raso, fondatore del Villaggio Don Bosco. Mi prendo quindi il mio momento e vi racconto qualcosa della mia vita. Mi chiamo Gino e sono cresciuto qui, tra queste mura, dove, come molti altri ragazzi, ho avuto la fortuna di essere accolto, all’età di nove anni; in questo luogo fuori dal comune, dove si lavora di continuo al fine di permettere a persone nate svantaggiate di costruirsi un futuro, ho passato la maggior parte della mia esistenza. In tutto questo tempo questi luoghi mi hanno visto ridere, piangere, perdere, vincere, cadere e spesso trionfare per i soliti motivi, le solite ragioni che coinvolgono le vite di tutti i ragazzi, anche dei vostri figli e che non sto qui a raccontare perché già vissute da voi, sia in prima che in terza persona. La differenza sta nel fatto che un giovane si ritrova al Villaggio perché inguagliato nelle circostanze dalle quali viene coinvolto, per le quali nella maggior parte dei casi non ha responsabilità ma delle quali, tuttavia, deve subire le conseguenze, e allora tutto è un po’ più complicato. Essere un ragazzo del Villaggio mi ha dato la possibilità di ribaltare tutti i pronostici che mi davano ko fin dall’infanzia, di realizzare gran parte dei miei progetti, di manifestare al mondo, nel mio piccolo, le mie ambizioni. Ho avuto la possibilità di costruire qualcosa, di progredire, passo dopo passo arricchendo il mio bagaglio di conoscenze, da un paesino sperduto sulle montagne marsicane all’Università. E già….l’altro giorno ad un convegno sulla sismotettonica, mentre mettevo in difficoltà un luminare della geologia italiana pensavo a quando da piccolo alle sei del mattino andavo ad accudire gli animali in campagna; la vita può riservare risvolti eccezionali, è necessario però riuscire a cogliere le occasioni. A noi ragazzi il Villaggio offre tutto il necessario per costruire il nostro futuro, ed in cambio, che chiede? Nulla, niente di più di una condotta corretta ed un minimo di collaborazione, all’unico fine di formarci, di offrirci un futuro. E così piano piano grazie alle possibilità che mi sono state offerte, tutto è andato avanti, velocemente; l’adolescenza complicata, il liceo, le amicizie, le esperienze lavorative, sempre meglio, ed in fine, pochi giorni fa la Laurea Specialistica in “Geologia Applicata all’Ingegneria e alla Pianificazione Territoriale”, con lode, ed i complimenti di un anziano presidente di commissione. Percorso accompagnato da presenze che nella mia crescita sono state fondamentali, il cui esempio sarà colonna portante nella costruzione del mio avvenire, persone entrate nella mia vita dentro e fuori la casa in cui sono cresciuto; una casa particolare. Il Villaggio di per sé è un intuizione geniale: uno strumento di speranza, finalizzato alla valorizzazione delle doti individuali, mediante collaborazione spontanea, di individui che vedono il giusto nel messaggio lanciato da Don Nello e che mettono del proprio per mantenerne la validità. Persone che si impegnano concretamente e che cercano in qualche modo di supplire ai vuoti che ci portiamo dentro. L’esempio più rappresentativo di queste figure è senza dubbio Don Benedetto; quante volte mi ha ripreso, reindirizzato in questi anni, preoccupandosi di farmi la predica anche quando non ce n’era il bisogno. E soprattutto mi ha permesso di intraprendere la mia strada senza dimenticare le mie origini, i miei legami familiari. Oltre a me al Villaggio hanno trovato ospitalità per molti anni mio fratello e mio cugino, e questa è una cosa molto importante, che la dice lunga, dal punto di vista etico, su come il Villaggio Don Bosco assista le persone che accoglie, cercando di curare oltre all’aspetto materiale il profilo emotivo delle stesse. Ci sono persone che si adoperano costantemente al fine di mantenere tutto ciò che potete osservare e percepire trascorrendo un pomeriggio al Villaggio. Persone dal fare discreto, silenzioso, ma costantemente presenti, che io ho avuto modo di valutare nel corso di questi anni. Le Dame Patronesse, Suor Marta, Suor Dora; c’è un Nico Giangiorgi che ogni anno, mentre prepariamo per il Superspettacolo viene e ci offre la colazione, così da buoni amici, e non perde occasione per interessarsi a ciò che riguarda i ragazzi del Villaggio; un Professor Giubilei che oltre alla ben svolta presidenza, dedica con la sua famiglia un impegno costante alla causa del Villaggio, così come molte altre persone, citabili in un elenco infinito. Entità indispensabili, colonne portanti, che come compenso raccolgono la nostra riconoscenza nel corso degli anni; amici del Villaggio, dico grazie a tutti, a nome di tutti i ragazzi. Colgo l’occasione per ringraziare in particolar modo Maurizio Bigioni e Giuseppe Voltattorni, i quali contribuiscono costantemente al sostentamento dei nostri studi universitari. In un periodo in cui cultura e formazione vengono spesso e purtroppo considerati quali concetti non fondamentali per il benessere collettivo, sostituibili con effimere parvenze, avere la possibilità di essere sostenuti da due Amici mecenati è un vero e proprio onore. Per concludere auguro a tutti Voi una piacevole prosecuzione di giornata e ringrazio ancora quanti, in questi anni, mi ha supportato e sopportato; qualcosa sono riuscito a combinarla, spero di fare ancora meglio in futuro! Gino |
Aggiornato il: 28 marzo 2012 |