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il Vescovo di Tivoli

 

Carissimi Tiburtini e amici del Villaggio Don Bosco

 

anche quest’anno desidero entrare, con discrezione, nelle vostre case per porgere a tutti i migliori auguri per un Natale ricco di serenità e di pace, senza allarmismi ma con realismo, so che il Natale di quest’anno cade in un periodo di crisi economica globale che si fa sentire anche su molte famiglie della nostra città e diocesi. Visitando le parrocchie, entrando nelle case della gente, incontrando molte istituzioni benefiche, noto che, pur con tanta dignità, parecchie persone vivono situazioni difficili. Penso in particolare agli anziani soli, alle famiglie mono-reddito, a quelle con figli portatori di handicap, ai giovani senza lavoro. Da parte delle istituzioni non sempre c’è la dovuta assistenza: penso, ad esempio, al campo della sanità e delle politiche sociali in genere. Non mancano poi i fenomeni di sempre: la difficoltà ad educare da parte delle varie agenzie preposte a tale indispensabile opera, le crisi di rapporti affettivi all’interno di molte famiglie, il dilagare di fenomeni che rendono l’uomo sempre meno uomo come le varie dipendenze dalla droga, dall’alcool, dal gioco, ecc. L’ambiente nel quale viviamo, che avrebbe tante risorse naturali, culturali, architettoniche, artistiche e turistiche pare quasi esprimere, con il suo degrado crescente, lo stato del cuore di chi abita nella nostra tanto amata città dove occorre che tutti ridiamo speranza e futuro all’uomo, alla famiglia, ai giovani. Il Natale viene per questo: inesorabile, ogni anno! Anche quest’anno risuonerà il confortante messaggio: «Mentre il silenzio avvolgeva ogni cosa e la notte era a metà del suo corso, la tua Parola onnipotente, o Signore, venne dal tuo trono regale» (Antifona al Magnificat del 26 dicembre). Sì, forse il nostro mondo è come il silenzio. Non il silenzio pieno di Dio, ma vuoto, insopportabile o pieno di rumori che ci vogliono distrarre, di pensieri che vogliono vincere la speranza e invece, anche quest’anno, il messaggio cristiano del Natale viene per assicurarci che il silenzio, il non senso del mondo è stato riempito e nonostante tutto continua a trovare senso dalla Parola creatrice di Dio che in Gesù si è fatto uomo per essere, anche nelle difficoltà, l’Emmanuele, il “Dio-con-noi”. Possiamo allora, anche quest’anno, ben a ragione, augurarci Buon Natale. Sì, Buon Natale perché quel Salvatore dell’uomo che è entrato nella storia 2011 anni fa a Betlemme di Giudea non abbandona più tale storia ma continua a essere il Dio fedele, il Dio che ci ama e che dà senso e speranza alla nostra vita e la rende bella e buona anche se in pochi si sforzano vera - mente di collaborare con Lui per renderla tale. A Lui dunque il nostro grazie per essere l’unico Amico fedele dell’umanità. Agli uomini di buona volontà che cercano di incarnare anche oggi l’Amore che Lui ha portato nella nostra storia vada l’augurio più sentito di Buon Natale e l’assicurazione della preghiera affinché Dio li ricompensi per il bene che fanno. E anche a chi rende difficile per tanti la possibilità di vivere la gioia del Natale giunga ugualmente l’augurio affettuoso e la preghiera con la speranza, chissà..., che guardando al modo di fare di Dio che per salvarci dal peccato e dalla morte si è sporcato le mani con la nostra povera umanità incarnandosi in Gesù, cresca il deside - rio di impegnarsi per una vita bella e buona, la vita bella e buona del Vangelo che vuole giungere a tutti e tutti rendere felici!

 Buon Natale a tutti e che Dio, tutti, benedica!

† Mauro Parmeggiani

Vescovo di Tivoli

 

 

           
Una cosa mi consola.... nessuno ha mai pianto per colpa mia.....Don Nello Del Raso
Aggiornato il: 28 marzo 2012