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25° Anniversario

 

TIVOLI RICORDA DON NELLO DEL RASO

filmato 25°

Ha seminato amore, vivrà per sempre.

Nel venticinquesimo dalla morte solenne concelebrazione

in suffragio del fondatore del Villaggio don Bosco.

 

            Cattedrale di Tivoli, 3 giugno. S. E. mons. Giovanni Paolo Benotto presiede il rito eucaristico in suffragio di don Nello del Raso. Il tempio gremito e la presenza di tanti ragazzi vissuti nella Casa fortemente voluta dal sacerdote tiburtino fanno ritornare alla memoria la grande folla che venticinque anni fa era presente in questo stesso luogo per l’estremo affettuosissimo saluto. Mons. Benedetto Serafini, attuale direttore della Fondazione, introducendo la celebrazione tratteggia il profilo biografico di don Nello: “È un grande della Chiesa Tiburtina, un salesiano con il dono di aver saputo capire e amare i giovani. Insegnante nelle scuole salesiane, cappellano militare nell’ultima guerra, ha organizzato l’oratorio e, infine, realizzato il Villaggio don Bosco tra tante difficoltà e incomprensioni. Don Nello ha seminato amore, vivrà per sempre”.

Il Vescovo, nell’omelia richiama l’attenzione dei presenti sulla circostanza che l’anniversario di quell’evento ormai lontano nel tempo, ma inciso vivamente nella memoria collettiva, cada nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù “dal quale ha origine ogni capacità di bene soprattutto per i suoi sacerdoti”. La liturgia odierna rivela quanto Dio ci ami e questo amore “trova nel cuore squarciato di Cristo in croce la manifestazione più alta di un dono che non esclude alcuno”. E se Dio ci ama – prosegue mons. Benotto – anche noi dobbiamo amarci: tutti siamo chiamati a vedere il volto di Dio in quello di ogni creatura umana, a rispondere al suo amore. Uno dei tanti segni che testimoniano l’amore che viene da Dio e portano Dio al prossimo è appunto l’opera di don Nello. Ricordando don Nello, conclude mons. Benotto non si può far altro che guardare al Cuore da cui sgorga ogni pienezza d’amore per la Chiesa. Nella vita di ogni giorno di fronte a una cultura presuntuosa che sempre di più si disinteressa dell’uomo, di fronte a una scienza che propone di scegliere chi ha il diritto di vivere e di avere una famiglia, c’è bisogno di dare testimonianza “imparando da Gesù mite e umile di cuore, accogliendo il giogo dell’amore che cambia il mondo, che dà senso alla vita, che dà al più piccolo il diritto di avere quanto ha uno grande”.

Al termine della messa i presenti ripercorrono attraverso la proiezione di foto che ricostruiscono, senza il supporto del commento, il percorso umano del Sacerdote che è riuscito a  dare  consistenza di realtà a un progetto che la maggior parte della gente riteneva soltanto un sogno. Le immagini scorrono e sono accompagnate da annotazioni verbali che i presenti si scambiano: “quelli sono i genitori; qui, è quando è ritornato dall’America; qui sta inaugurando lo studio dei ragazzi…”. Nella vita di don Nello si può leggere sempre più chiaramente il segno “dell’amore restituito a Dio attraverso l’amore dato ai fratelli”, come il  Vescovo ha messo in evidenza nel commento alla Parola.

Gabriella Carnevali Tassi

           
Una cosa mi consola.... nessuno ha mai pianto per colpa mia.....Don Nello Del Raso
Aggiornato il: 28 marzo 2012